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Antropologia

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  I simboli sacri Fondamentale e universale risulta, per il mondo in cui gli individui si accostano alla propria religione, l'uso di simboli sacri. Alla base di ogni religione visto un alcuni 'simboli speciali' che troviamo a i valori fondamentali e ultimi di una visione religiosa: per esempio la Torah per gli ebrei, la croce per i cristiani, la Ka'ba per i musulmani.  I simboli religiosi sono 'sacri'. Emile Durkheim definì le cose sacre come 'separate' da quelle profane e 'vietate' a chi non è 'consacrato'. Non si entra in una moschea o in un tempio buddhista senza essersi prima tolti le scarpe. il cristiano non fa la comunione se prima non si ha confessato. I simboli sacri agiscono in 2 modi. Da un lato, li predispongono a compiere una certa azione; dall'altro, suscitano in loro uno stato d'animo particolare. I simboli sacri producono, nell'animo di chi raccoglie il significato,un idea di 'ordine'. Il ti...

Antropologia

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Che cos'è la religione  La religione è un insieme di credenze che si fondano su dogmi e riti, cerimonie e liturgie e che hanno lo scopo di avvicinare i fedeli a esseri soprannaturali o spirituali: ha un unico Dio, se si tratta di una religione monoteista, oppure a tanti dei se politeista. I loro dogmi e riti sono sempre insegnati e coordinati da 'specialisti' come i sacerdoti. Essa ha luoghi privilegiati in cui viene praticata: i templi. Tuttavia numerosi popoli non hanno dogmi della fede, altri non hanno dei. Troviamo sempre esseri umani che immaginano una vita dopo la morte, che pensano il corpo come animato da un soffio vitale, che si rappresentano il mondo come il percorso da 'forze' invisibili le quali possono, o debbono, essere invocati, evitate, manipolate, accolte o respinte. Una religione potrebbe essere definita come un complesso di pratiche, riti, e credenze di cui si fa garante una forza superiore all'essere umano, spesso attraverso i suoi rappresent...

Pedagogia

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  Verso La società alfabeta Durante il XIX secolo Giunse a maturazione in europa quel vasto e complesso processo il cui esito è stato definito della "società alfabeta" e cioè di una società nella quale viene ritenuta indispensabile per tutti la padronanza almeno dei fondamentali elementi del sapere: leggere, scrivere e far conto. L'espressione "modernità" cominciò a essere impiegata in alternativa alle consuetudini tipiche della tradizione radicale della fede religiosa e nei ritmi di vita della società rurale e per sottolineare invece altri valori come la superiorità della civiltà industriale, la fiducia nel progresso, il principio della libera concorrenza, la visione laica dell'esistenza, il valore della razionalità. Il mondo dell'educazione si trova ben presto coinvolto nella realizzazione della nuova società in seguito ad una doppia sollecitazione. I sostenitori della modernità era un otto in vinti che attraverso la generalizzazione della squal...

Pedagogia

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  La cura dell'infanzia e la pedagogia povera A partire dai primi decenni del XIX secolo, l'interesse per l'infanzia riflette un attenzione per il bambino e la sua educazione assai più complessa rispetto i secoli precedenti. Le motivazioni di questa nuova sentimento dell'infanzia sono diverse. Attraverso il Jean Jacques Rousseau, Johann Heinrich Pestalozzi e John Paul Frederick Richter, si affermarono alcuni motivi tipici della cultura romantica: la scoperta di un'età capace di vedere il mondo attraverso gli occhi dell'ingenuità e del sentimento, da crescere attraverso la dimensione affettiva e da correggere amorevolmente.In una società nella quale i livelli di vita erano al limite della sopravvivenza tanto nelle campagne quanto in città, ha cresciuto il numero di bambini comportò l'incremento di fenomeni quali accattonaggio e vagabondaggio infantili piccola abbandono dei figli, estrema povertà delle famiglie. Nelle aree in cui si sviluppò la prima in...

Pedagogia

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  Come formare gli italiani nell'italia unita La formazione dell'italia unita dovete fare i conti con svariate difficoltà. Anche la diffusione della scuola dovette scontrare et muori i ten tenna menti del ceto dirigente liberale che, sei da un lato percepiva l'importanza e la conseguente urgenza della società alfabeta, dall'altro temeva che un eccesso di scuola potesse modificare o addirittura sconvolgere gli equilibri sociali.  Giuseppe Mazzini fondò nel 1831 la giovine Italia e, in seguito, la giovine europa. Scopo della giovine Italia era quello di creare una generazione di giovani patriotti non più solo cospiratori, come nel caso della carboneria virga ma promotori a vari raggio di nuovi sentimenti mediante l'azione educativa. Il fine dell'educazione era individuato nella presa di coscienza delle nuove esigenze poste dalla storia e nel riconoscimento della tradizione nazionale virga in funzione del progresso sociale, morale e culturale di tutto il popo...

Sociologia

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  La società post moderna   Nelle scienze sociali la fortuna del concetto di prossimo danno si deve al filosofo francese Jean François Lyotard, che sul fine degli anni settanta ha parlato, per la primavolta, di postmodernità per descrivere la condizione della c ul tura contemporanea. Per Lyotard c iò che caratterizza fonda mentalmente l'epoca postmoderna è la fine delle grandi narrazioni.Alla fine delle grandi narrazioni significa che questi grandiosi racconti universali, come i poemi omerici, alla bibbia, filosofi di Karl Marx, non hanno più presa sulle persone virga che non vi cercano più la ragione di ciò che accade ne vi si rivolgono per capire come agire. La cultura postmoderna e fondamentalmente antiutopia virga cioè priva di grandi ideali e pervasa da un profondo scetticismo non solo verso i miti dell'età moderna, ma anche verso le sue potenti ideologie politiche, come liberalismo è marxismo. Vi sono colore che, come J ü rgen Habermas rifiutano il termine postmodern...

Sociologia

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  La società post industriale Come in passato virga anche l'evoluzione più recente delle società occidentali e coincisa con rilevanti trasformazioni nel mondo del lavoro. Tuttavia, a differenza di quelle caratteristiche della società moderna, le trasformazioni più recenti hanno interessato non tanto l'organizzazione del lavoro industriale quanto la distribuzione dell'occupazione fra i diversi settori di attività. Da alcuni decenni a questa parte si registra in tutti i paesi industrializzati un continuo espandersi del settore terziario e a discapito dell'industria dell'agricoltura, andamento che viene comunemente definito terziarizzazione dell'economia. Come conseguenza, aumenta la quantità di lavoro che trova impiego nel terziario, dove l'innovazione tecnologica ha tendenzialmente non riduce l'occupazione, ma crea nuove professioni e quindi nuove opportunità di lavoro. Per questo motivo le società occidentali odierne vengono spesso definite anche so...